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Avvincente monografia di un glorioso modello da corsa della casa del tridente, raccontati per 16 pagine attraverso foto dell’ epoca e testimonianze esclusive.
Per la Tipo 26B, il motore fu portato a 2 litri, incrementando leggermente (di 2 mm) l'alesaggio degli otto cilindri e allungando la corsa dell'albero motore di 16 mm. Due degli otto motori realizzati furono ulteriormente sovralesati (altri 2 mm), così da poter raggiungere una cilindrata di 2100 cc. La lega Elektron, negli ultimi motori prodotti, andò a sostituire la fusione in ghisa. Il compressore era ora alimentato da un unico carburatore Memini che, nel 1929, fu sostituito da un Weber, con il motore che riusciva a produrre 155 cavalli a 5.300 giri/min. La vettura era dotata di cambio a 4 velocità. A partire dal 1928, il telaio fu reso più leggero ed il passo venne ridotto di 70 mm. La linea della biposto era stata rimaneggiata e l'auto mostrava ora un radiatore inclinato ed un diverso numero di persiane di ventilazione praticate sul cofano: tutte variazioni, queste, dovute all'opera di diversi artigiani tra i quali già operava un giovane Medardo Fantuzzi. La velocità di punta dichiarata era compresa tra i 180 e 210 km/h.
Tra i clienti si annoverano Carlo Pedrazzini di Lugano e Juan Malcolm di Buenos Aires. Una di quelle che erano state le tre auto ufficiali si classificò dodicesima nella 500 Miglia di Indianapolis, nel 1930, a guidarla era Letterio Cucinotta di Messina. Il modello del 1929, esposto presso il Museo Biscaretti di Torino, costituisce, per quanto è dato sapere, il più antico esemplare completo di Maserati ancora esistente ai giorni nostri. Di questo modello furono prodotti sette esemplari.