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Mini monografia A6GCS Monofaro - Inglese/Italiano Cod: 920000850


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Avvincente monografia di un glorioso modello da corsa della casa del Tridente, raccontata per 16 pagine attraverso foto dell’ epoca e testimonianze esclusive.

La complessa sigla che designa questo modello sta per Alfieri (Maserati) 6 cilindri Ghisa (il materiale con cui era realizzato il basamento) Corsa Sport. In effetti, si tratta dell'ultima automobile progettata sotto l'egida di Ernesto, Ettore e Bindo Maserati, con la collaborazione di Alberto Massimino, successore designato alla guida del settore tecnico, prima che i tre fratelli uscissero di scena. La A6GCS segna il punto di rottura con la tradizione precedente, con essa si passa all'aspirazione libera (senza l'ausilio del compressore) ed all'asse a camme in testa che regola il funzionamento delle valvole (due per cilindro) disposte a V. Alimentato da tre carburatori Weber con accensione singola, il motore da 2 litri poteva toccare i 130 cavalli, utilizzando come carburante alcool metilico. La struttura del telaio era fornita da Gilberto Colombo (Gilco) e realizzata con tubi a sezione ellittica di tipo Mannesman. Le ruote da 16 pollici (di Borrani) montavano pneumatici Pirelli.

La carrozzeria biposto aperta, tipo barchetta, era priva di portiere e si caratterizzava per la presenza di parafanghi da motocicletta e di un unico faro anteriore, collocato in posizione centrale, detto monofaro; essa era stata realizzata da Merardo Fantuzzi, carrozziere di casa Maserati, famoso per la Tipo 26. Nel 1948, fu introdotto un allestimento con parafanghi integrati ed illuminazione a tre fari, destinato in modo particolare alle gare endurance. Un unico coupé, dalla linea aerodinamica, fu realizzato per Villoresi, che ne avrebbe preso la guida in occasione della Mille Miglia del 1947. Dell'auto furono prodotti, in totale, 15 esemplari, due esportati in Brasile ed uno solo negli Stati Uniti. Due auto di scuderia gareggiarono tra il 1947 ed il 1948 con alla guida Alberto Ascari e Luigi Villoresi, con quest'ultimo vincitore in entrambi gli anni del campionato italiano.

La rimozione dei dispositivi utilizzati per le corse su strada e l'occultamento del sedile destinato al passeggero consentirono pure la partecipazione della A6GCS, sotto forma di monoposto, a gare di Formula 2, con un peso a secco di 580 kg. Dal 1950, un nuovo motore bialbero fu provato su due degli esemplari da corsa.

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